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Un contributo di circa 2mila 800 euro l'anno da destinare alle scuole della città, per far fronte a quelle piccole esigenze contingenti che spesso non possono essere affrontate con gli ordinari - e tortuosi - percorsi della pubblica amministrazione. 

Il gruppo consiliare Libertà in Azione ha tradotto in fatti quello che aveva promesso ai lancianesi in campagna elettorale, dichiara Tonia Paolucci in un comunicato e insieme Riccardo Di Nola e Antonio Di Naccio, hanno  formalmente rinunciato al gettone di presenza per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni consiliari. 

Per ogni riunione, infatti, secondo le disposizioni vigenti, ognuno di loro avrebbe percepito circa 33 euro lordi. 

"Un piccolo gesto, ma significativo - commenta la capogruppo Tonia Paolucci - che avrebbe potuto avere ben altra portata se anche altri consiglieri (compresi sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale) avessero appoggiato questa scelta. L'importo dei nostri gettoni di presenza sarà messo a disposizioni delle scuole, per l'acquisto di materiali o per piccoli interventi di manutenzione".

Il provvedimento è stato approvato nell'ultima seduta dell'assise civica.


 

Lanciano. Era stato tra gli argomenti centrali anche della sua campagna elettorale e ora alla luce delle ultime vicende la capogruppo consiliare di Libertà in Azione Tonia Paolucci torna sulla questione Tribunale e lo fa stigmatizzando l'atteggiamento del sindaco Mario Pupillo che, dice, ancora una volta non tiene in nessuna considerazione la minoranza. “Apprendiamo con stupore che come al solito non è stata utilizzata alcuna cortesia nei riguardi della minoranza consiliare e che il sindaco ha delegato due consiglieri d maggioranza a occuparsi della situazione”si legge in un comunicato della Paolucci che tiene a ricordare che nella precedente legislatura tutti i gruppi furono coinvolti. Il rischio di chiusura è una faccenda che riguarda tutti i cittadini e l'intero territorio e quindi non può essere gestito solo da una parte, questo in sintesi il pensiero della capogruppo ex candidata sindaca. “Eppure in campagna elettorale, nel corso degli incontri pubblici tra i candidati e l'Ordine degli Avvocati di Lanciano ci era stato raccomandato di tenere il più possibile una posizione univoca, unitaria, scevra da scontri politici. Ancora una volta, invece, Pupillo ha dato dimostrazione di inaffidabilità, trasformando una questione così importante nell'ennesima occasione per fare demagogia”. E' una critica dura quella della capogruppo che ribadisce la sua convinzione. “E' fondamentale essere uniti, cercare di individuare un percorso unitario condiviso capace di avere qualche possibilità di successo. Invece – continua Tonia Paolucci – il sindaco ha tirato fuori i soliti argomenti triti e ritriti, gli stessi che il ministro Orlando e il Sottosegretario Federica Chiavaroli hanno già bocciato- E' chiaro che quello di Pupillo è un tentativo maldestro di far credere che sta lavorando per salvare il nostro Tribunale che nel 2018 è condannato alla chiusura e all'accorpamento con Chieti”. Secondo la capogruppo di Libertà in Azione, la sola speranza è quella di far fronte comune con Vasto. Ma in concreto. “Non a chiacchiere – conclude la Paolucci – ma nei fatti, coinvolgendo il sindaco e l'intero consiglio comunale in una trattativa di buon senso. Senza scatti in avanti, come l'annuncio di una possibile sede a Palazzo degli Studi, perché se Pupillo continua così siamo sicuri che non ci sarà bisogno di scegliere nessuna sede visto che il Tribunale non ci sarà più”.

LANCIANO - L’Associazione Libertazione ha organizzato per sabato 19 novembre, al Palazzo Degli Studi in Corso Trento e Trieste a Lanciano, un convegno sul tema della riforma costituzionale, oggetto del Referendum che si terrà domenica 4 dicembre.
"L’obiettivo dell’incontro - spiega il presidente di Libertazione, Ermando Bozza - è rendere consapevole il cittadino nella scelta che dovrà affrontare con il Referendum, contrariamente a quanto in genere si assiste nei dibattiti dei partiti e comitati politici, interessati più a strumentalizzare il voto, che a far conoscere la riforma".
L'appuntamento è alle ore 17 e interverrà il professor Vincenzo Colalillo, già docente di Diritto costituzionale.

"Stupisce davvero che dal Comune di Lanciano continuino ad arrivare annunci sul fantomatico progetto del Central Park a Villa delle Rose, mentre gli ultimi fatti di cronaca ci consegnano l'immagine che tutti i cittadini già conoscono: quella di un'area abbandonata al degrado più assoluto". Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione in consiglio comunale, riporta l'attenzione sul piano di riqualificazione dell'ex ippodromo, presentato in fretta e furia dal sindaco Mario Pupillo e dal suo vice Pino Valente, alla vigilia delle elezioni comunali dello scorso giugno. Un progetto fumoso, fatto in fretta, che prevede un investimento di un milione e mezzo di euro per il recupero di tutta l'area verde. La spesa sarebbe finanziata quasi interamente dalla Regione, mentre il Comune dovrebbe partecipare accollandosi il 20 per cento dell'importo. "Il punto è che a oggi - commenta Tonia Paolucci - quel progetto è rimasto solo sulla carta: su quella della delibera di giunta regionale del 3 giugno, che non prevede impegni di spesa; e su quella della giunta comunale di qualche settimana fa, che a sua volta parla dell'accensione di un mutuo da 285mila euro per far fronte alla quota di competenza comunale. Il nulla più assoluto, quindi, mentre nella terra di nessuno della Pista, vengono appiccati incendi, tossici e disperati bivaccano nelle strutture abbandonate, e addirittura vengono rubate le fontane in ghisa". Per la rappresentante dell'opposizione, sarebbe più importante che l'amministrazione comunale si preoccupasse della manutenzione ordinaria e attuale di Villa delle Rose, invece di pensare a progetti che non si sa se e quando diventeranno concreti. "Pupillo - continua - ha detto che il progetto verrà finanziato con i fondi del Masterplan, dove ci sono 61 milioni di euro per i percorsi ciclabili del Bike to coast. Qualche giorno fa, però, il premier Renzi è venuto a firmare gli accordi attuativi dei progetti del Masterplan stesso, e mi risulta che soggetti attuatori di questo tipo di interventi siano le Province. Appare, quindi, piuttosto strano che la Regione nomini la Provincia di Chieti stazione appaltante di un intervento sul Comune di Lanciano. E' vero che il capo dell'amministrazione è lo stesso, ma si tratta di un iter inusuale, che non lascia ben sperare per il futuro. Tra l'altro, a oggi, tra gli atti della Regione pubblicati sul sito istituzionale dell'ente, non c'è alcuna determina direttoriale che assegni il milione e 200mila euro di fondi regionali al Central Park di Pupillo e Valente".

 

L'ultimo dato disponibile sulle multe della Ztl si ferma al 20 agosto scorso: in quella data erano 448 le contravvenzioni, recapitate dal Comune e annullate perché errate, ognuna con un costo di notifica pari a 12.60 euro, per un totale di 5644 euro. "Somme che - spiega la capogruppo di Libertà in Azione Tonia Paolucci - saranno pagate dall'amministrazione comunale di Lanciano, come ha confermato ieri sera in consiglio l'assessore Francesca Caporale. Il punto è che sappiamo tutti che nelle ultime settimane ci sono state altre migliaia di errori, quindi il conto finale per le già magre finanze municipali sarà alla fine salatissimo, con buona pace dei nostri concittadini, che si troveranno a dover sostenere i costi di un errore non si sa bene commesso da chi". La Paolucci ha chiesto alla Caporale una serie di spiegazioni su quanto accaduto da giugno a oggi, data di attivazione delle zone a traffico limitato. "Perché - aggiunge - ci sono troppe incongruenze, a cominciare dal fatto che tantissime contravvenzioni risultano elevate un minuto prima o un minuto dopo l'orario di attivazione della Ztl. Questo vuol dire che il semaforo non è sincronizzato con le telecamere e quindi i cittadini devono esserne informati. Senza considerare che nuove multe continuano ad arrivare anche a chi ha già presentato agli uffici le autorizzazioni al transito nella zona a traffico limitato per farsene annullare di precedenti". Ieri in consiglio comunale, però, si è parlato anche delle cartelle Tarsu 2013, che stanno creando tanti disagi ai lancianesi, a causa di errori contenuti nelle stesse. "A oggi l'importo degli errori si aggira su un importo di 30mila euro non dovuto dai cittadini - continua la Paolucci - una somma rilevante, destinata senza dubbio a crescere. E a fronte di questo, il vice sindaco Valente cosa risponde? Che si tratta di errori fisiologici. Non è tollerabile questo tipo di atteggiamento, anche perché già lo scorso anno si era verificata una situazione simile, con 1800 cartelle sbagliate, inviate dalla Soget per importi relativi a utenze non domestiche. E' possibile che non si sia posto rimedio a un evidente errore nel sistema informatico di calcolo degli uffici? A questo, però, Valente non ha dato nessuna risposta".

Sarà sicuramente un Consiglio Comunale piuttosto “caldo” quello che si terrà domani pomeriggio (in seconda convocazione con inizio alle 17.30), considerati gli argomenti all'ordine del giorno. Questioni delicate e complesse che hanno dato il via, specie nelle ultime settimane, a una serie di polemiche non ancora placate e a vibrate contestazioni. Basti pensare alle file chilometriche all'ufficio tributi per l'arrivo a centinaia di famiglie delle cosiddette “cartelle pazze”, richieste di pagamento riferite alla Tarsu del 2013. Una situazione che ha scatenato le reazioni di numerosi cittadini alle prese con la ricerca spasmodica delle ricevute e non tutti le hanno trovate. Certo c'è pure chi non ha pagato e quindi dovrà farlo. Il problema è per i tanti che il versamento lo hanno effettuato ma non sono in grado di esibire la ricevuta. La discussione su questo punto è stata chiesta con una specifica interrogazione dai consiglieri di minoranza Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola, Antonio Di Naccio, Errico D'Amico e Roberto Gargarella. Gli stessi hanno firmato anche un'altra riguardante la Ztl. E che il provvedimento relativo alla zona a traffico limitato stia provocando accese rimostranze è ormai un fatto noto così come sono altrettanto noti l'interesse e la volontà dell'assessora al traffico Francesca Caporale a rivedere il regolamento anche alla luce dei problemi emersi nel corso degli incontri avuti con residenti e commercianti. L'argomento, comunque, è di quelli spinosi e non mancherà di accendere il dibattito. Altro tema di non trascurabile importanza è l'arrivo dei migranti a Villa Elce. Su questa situazione ha chiesto chiarimenti la capogruppo di Forza Italia Graziella Di Campli.

L'elezione a consigliere comunale di Antonio Di Naccio, candidato nelle elezioni comunali di Lanciano della scorsa primavera nelle liste a sostegno di Tonia Paolucci, è valida. Lo ha deciso la sezione di Pescara del Tar, che ha rigettato il ricorso presentato da Bruno De Felice, candidato della lista di Forza Italia, secondo cui - invece - c'era stato un errore nella ripartizione dei seggi nell'assise civica. Nel ricorso si sosteneva che il seggio attribuito alla lista "S'Ignora Lanciano", e quindi a Di Naccio, doveva in realtà andare a Forza Italia, e quindi a De Felice. Questo sulla base del quoziente maggiore ottenuto dalla lista azzurra, pari a 993, contro il quoziente 955 di quella in cui era candidato Di Naccio. Per i magistrati amministrativi, però, l'Ufficio elettorale ha proceduto correttamente in fase di proclamazione dei consiglieri, seguendo non solo le ultime indicazioni del Consiglio di Stato, ma anche e soprattutto le istruzioni emanate dal Ministero dell'Interno, che hanno fatto chiarezza sulla ripartizione dei seggi in caso di apparentamento. Al momento, dunque, nella geografia di Palazzo di Città tutto resta invariato: dei 9 seggi assegnati all'opposizione, 6 restano alla coalizione che al primo turno aveva sostenuto la candidatura di Errico D'Amico e 3 a quella di Tonia Paolucci. Una ripartizione che, per i giudici del Tar, è giusta ed equa, anche alla luce dei risultati riportati al primo turno: 8033 voti le liste di D'Amico, 4808 quelle della Paolucci. La sentenza è stata già notificata alla Prefettura di Chieti e al Comune di Lanciano, che nella controversia non si è costituito in giudizio.
Antonio Di Naccio, nella passata consigliatura, era stato assessore nella giunta Pupillo. Era stato defenestrato su richiesta di Pino Valente, con cui era entrato in polemica. Una frattura insanabile che, la scorsa primavera, lo aveva spinto a candidarsi con Tonia Paolucci.

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"Stigmatizziamo questo vile attacco che arriva da esponenti dello schieramento avversario, gli stessi che dicono in pubblica piazza di voler difendere la democrazia e la libertà, ma poi, dietro le loro tastiere, si agitano per negarle a chi nel seggio elettorale ha espresso un orientamento diverso dal loro”. Errico D'Amico e Tonia Paolucci non ci stanno e replicano alla battaglia, a colpi di post, che si è scatenata - soprattutto su Fb - nei loro confronti. Al centro dello scontro l'ingresso di CasaPound in consiglio comunale, che scatterebbe in caso di vittoria di D'Amico al ballottaggio di domenica prossima. “All’inizio di una settimana decisiva per Lanciano - spiega in una nota il candidato del centrodestra - qualcuno ha cambiato idea sulla mia persona, perché ho fatto una scelta. La scelta di apparentamento con la coalizione che ha sostenuto Tonia Paolucci, operazione prevista dalla legge, che è per me un’opportunità per cambiare Lanciano, per valorizzare il nostro progetto di rinnovamento.  Chiariamo una cosa. Se Tonia Paolucci avesse scelto di apparentarsi con Pupillo, in caso di vittoria al ballottaggio, i candidati consiglieri eletti nella sua coalizione sarebbero gli stessi, Casapound compreso. Perché lo dice la legge. Lo prevede il meccanismo elettorale della nostra democrazia". E D'Amico replica anche a chi lo accusa di scarsa coerenza: di organizzare fiaccolate in onore dei Martiri Lancianesi e di avere nella sua maggioranza un gruppo che fa ancora il saluto romano. “In qualità di Presidente dell’Associazione Culturale Frentana - prosegue il candidato sindaco - sono tra i pochi a Lanciano a essersi personalmente speso per onorare i Martiri Ottobrini e la Medaglia d’oro. E non oggi, in campagna elettorale, ma da oltre un decennio. L’ho fatto per profonda convinzione, per sincero rispetto della nostra gloriosa storia cittadina. Non credo che si possa diventare ‘calcolatori’ e ‘opportunisti’ in una notte,né posso subire passivamente un attacco senza precedenti da chi, ancora una volta, vanta una presunta supremazia morale e fomenta le false dicerie”.
 

 

Alla fine Tonia Paolucci ha scelto: al ballottaggio di domenica prossima sosterrà la candidatura di Errico D'Amico a sindaco di Lanciano. Poco fa è stato sottoscritto l'accordo programmatico. D'Amico si è impegnato a inserire nel programma elettorale i 3 punti che avevano caratterizzato il programma di quella che, fino allo scorso 5 giugno, era stata la sua avversaria: azzeramento delle indennità di sindaco e giunta, fusione dei Comuni della Frentania e riorganizzazione della macchina amministrativa. Più tardi, intorno alle 18.30, sarà firmato l'apparentamento ufficiale delle liste. Dalle prime indiscrezioni, sembra che al momento non si sia discusso della composizione della futura (se D'Amico, ovviamente, dovesse vincere il ballottaggio contro Pupillo) giunta comunale. La Paolucci, dunque, ha optato per il sostegno al centrodestra, a cui fa riferimento la gran parte del suo elettorato. Ora si attendono le contromosse di Mario Pupillo e c'è da scommettere che quest'ultima settimana di campagna elettorale sarà ad alta tensione. (p.d.f.)

Non è una decisione facile per Tonia Paolucci, ago della bilancia nell'ultima sfida. Candidata a sindaco con l'appoggio di tre liste civiche e di Casa Pound -che pur non arrivando al ballottaggio, traguardo inseguito e sperato, ma che era oggettivamente piuttosto difficile da tagliare - ha ricevuto un largo consenso, quasi 5mila voti, pari al 22.67 per cento. Una dote, dunque, che fa gola ai due contendenti: al sindaco uscente Mario Pupillo e al candidato del centro destra Errico D'Amico, al ballottaggio con una forbice piuttosto stretta, solo 300 voti di differenza a favore di Pupillo. Questo significa che tutto può succedere e che nessuno dorme sonni tranquilli. Il tempo stringe e se accordi, alleanze o apparentamenti ci saranno, bisogna stringerli e concluderli in fretta. E in verità gli incontri e le riunioni si susseguono già a ritmo vertiginoso. I telefoni sono incandescenti, mentre si continuano a elaborare e a esporre le varie strategie, a cercare possibili mediazioni, a disegnare ipotesi di governo. Nel centro sinistra, così come nel centro destra. Tutti “corteggiatori” di Tonia, tutti a congratularsi per il risultato ottenuto, tutti a sollecitare e a sperare nella decisione giusta. Per Pupillo e per la sua coalizione sarebbe quella di evitare che il centro destra torni alla guida della città. Per D'Amico l'occasione, invece, di dare la spallata definitiva e mortale all'attuale amministrazione. “Noi abbiamo la possibilità di mandare a casa l’amministrazione uscente, nel rispetto della volontà popolare - sostiene D’Amico - a questo punto ci rivolgiamo a tutti i cittadini che vogliono una nuova amministrazione, e in particolare a Tonia Paolucci, che ha ottenuto un grande risultato e che, come noi, ha una grande responsabilità dinanzi al proprio elettorato. Mi auguro che le nostre due proposte possano trovare una sintesi per mandare a casa Pupillo e Valente, e per dare risposte concrete alla maggioranza dell’elettorato che, nel primo turno, ha dimostrato di essere scontento”. D'Amico gioca anche la carta della “comunanza di valori e di progetti”. Tonia Paolucci, infatti, era stata eletta nelle fila dell'Udc alle scorse amministrative, la sua formazione è sicuramente di centro destra e non ha mai detto il contrario, ma ha scelto con chiarezza un altro percorso, seguendo quello che aveva già tracciato con convinzione Ermando Bozza. Ha voltato pagina, ha dato il via a un nuovo capitolo fuori dai partiti, ai quali non ha risparmiato bordate pesanti. Questa campagna elettorale l'ha vista paladina di un modo nuovo di far politica, ogni intervento era indirizzato a valorizzare e potenziare un messaggio di cambiamento e di vera alternativa. E ha catturato non pochi voti di protesta, il consenso dei delusi e degli arrabbiati. Dall'altro lato Mario Pupillo ha ringraziato gli 8372 cittadini che hanno detto sì al progetto suo e della coalizione di centro sinistra, ed è tornato a stigmatizzare una politica che definisce vecchia, superata. “La vittoria nel primo turno delle Amministrative ci dà una grande spinta in vista del ballottaggio del 19 giugno, abbiamo totale fiducia nel libero voto dei cittadini, che hanno bocciato un centrodestra che ormai non ha più segreti per l'elettorato frentano. E' la solita vecchia politica del Novecento, quella che si nasconde dietro al vestito solo in apparenza nuovo e che non ha comunque premiato D'Amico, le sue 8 liste, di cui 2 sotto l'un per cento, 1600 voti in meno di quelli ottenuti da Ermando Bozza. E' stato l'unico a non aver ricevuto voti personali, mentre per me e la signora Tonia Paolucci – si legge nella nota del sindaco uscente - con la quale mi congratulo per il buon risultato, sono stati registrati oltre 500 voti personali in più rispetto al totale delle liste. Un chiaro segnale di fiducia della cittadinanza nei miei confronti, che mi onora e mi incoraggia ad andare avanti”. E Pupillo, come D'Amico, si appella ai cittadini elettori ed esprime anche soddisfazione per la bocciatura nelle urne delle liste 'Noi con Salvini' e 'CasaPound'. “Un no chiaro e forte - continua il sindaco uscente - degno di una città Medaglia d'oro al Valor Militare per la Resistenza”. Ma CasaPound ha appoggiato Tonia Paolucci e questo non rende proprio agevole la strada per un eventuale accordo, che sarebbe - da parte di Pupillo - non semplice da spiegare al popolo di centro sinistra, a meno che il gruppo di Nico Barone non venga ufficialmente scaricato. Ma la Paolucci sarebbe disposta a questo? E per lei, d'altro canto, non sarebbe nemmeno facile spiegare una possibile alleanza con una parte politicamente più vicina, il centro destra, ma dalla quale ha preso le distanze tanto tempo fa. La grinta, il coraggio e la determinazione sono qualità innegabili della candidata, che non si lascia scoraggiare e condizionare facilmente. E sarà interessante sapere quali ragioni e obiettivi prevarranno sulla sua decisione. Intanto le voci e le indiscrezioni si rincorrono in una giostra destinata a girare fino a quando non ci saranno dichiarazioni ufficiali. E non è escluso, per quanto sembri l'ipotesi più remota, che Tonia lasci liberi i suoi elettori, anche di andare al mare, e torni a sedere sui banchi dell'opposizione, ma con questo scenario la maggioranza potrebbe cambiare. O forse no. In politica mai dire mai e i numeri di questa campagna elettorale hanno dimostrato che nulla può essere dato per scontato. (Pina De Felice)