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Ci siamo l’attesa sta per finire. Fra poco meno di un’ora l’arrivo della carovana rosa in Abruzzo per una delle tappe più importanti del Giro del Centenario.

La nona tappa è partita alle 13 da Montenero di Bisaccia e arriverà intorno alle 17 al Blockhaus. 149 chilometri di cui  13 in salita che potrebbe dare indicazioni importanti su chi può realmente ambire alla vittoria finale.

Si parte dal Molise e poi si scende verso il mare in direzione San Salvo e Vasto. Si imbocca a SS 16 fino a Francavilla al Mare da lì deviazione a Chieti, dalla strada del carcere di Madonna del Freddo si scenderà dalla Colonnetta per poi, da Viale Abruzzi, prendere la direzione verso Manoppello, Lettomanoppello, Scafa, fino al bivio di Roccamorice da dove si affronteranno gli ultimi terribili 13 chilometri, con arrivo sul Blockhaus previsto tra le 17 e le 17.30.

Dalla scorsa notte i primi divieti con la chiusura al traffico degli ultimi 8 chilometri dal bivio di Santo Spirito. Dalle 22.00 di ieri sera sono state chiuse al traffico le strade all’altezza del bivio Forchetta e da Lettomanoppello, altezza Fonte Cese. Entrambe le strade sono state momentaneamente riaperte questa mattina alle 7.00 per consentire al pubblico di raggiungere Passo Lanciano dove é stato allestito un parcheggio di circa 500 posti, da lì in seggiovia fino al Blockhaus al costo di 10 euro

Per chi non fosse riuscito ad accaparrarsi i 50 biglietti disponibili per arrivare al traguardo a Pretoro hanno allestito tre aree parcheggio ed utilizzare i bus navetta il cui servizio sarà attivo dalle 8.30 alle 14.30 al costo di due euro, gratis per i bambini sotto i 3 anni. Per quanto riguarda la chiusura di tutte le altre strade da San Salvo fino a Chieti il divieto di transito scatterà intorno alle 12.00.

 

Si è svolta oggi, presso la sede del CNR di Roma, la cerimonia di consegna della Bandiera Blu, il prezioso sigillo conferito dalla Fee ai Comuni che nel corso dell'anno si sono distinti per le acque di balneazione eccellenti, certificate dall'Agenzia Regionale di Tutela Ambientale e per le politiche attive in tema di ambiente. Presenti alla cerimonia il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio e l'Assessore al turismo Paolo Valentino Sisti. " È una grandissima soddisfazione il poter ricevere per il 16' anno consecutivo la bandiera blu -  dichiara Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia-Questo prezioso sigillo rappresenta per noi un importantissimo obiettivo per il quale lavoriamo tutto l'anno al fine di offrire innanzitutto agli amanti del nostro mare acque sicure in cui poter bagnarsi, ma anche una serie di servizi utili ed idonei per il rispetto della tutela ambientale e la promozione del turismo." Per l'anno 2017, 163 sono i comuni in tutta Italia a ottenere da parte della Fee il prestigioso sigillo, due in più rispetto all'anno scorso. Il programma prevede il rispetto di una serie di severi parametri sia in tema di acque di balneazione, sia in tema di attività legate all'ambiente come ad esempio la raccolta differenziata ed i servizi turistici. "Ancora una volta il conferimento della bandiera blu ci testimonia che le nostre scelte ed azioni in tema di ambiente e turismo sono corrette - commenta l'Assessore al turismo del Comune di Fossacesia, Paolo Valentino Sisti- e questo ci spinge a proseguire con in questa direzione con l'obiettivo però di raggiungere standard di qualità sempre maggiori" Domani 9 Maggio alle ore 11.30 nella piazza centrale di Fossacesia l'Amministrazione Comunale ha voluto organizzare la cerimonia " Alzabandierablu", un evento ideato per festeggiare tutti insieme la conquista della bandiera blu. Saranno presenti alla cerimonia le forze dell'ordine, le associazioni cittadine, i balneatori e gli alunni dell' istituto comprensivo.  "Vogliamo festeggiare tutti insieme, subito, il conferimento della 16 Bandiera Blu - concludono il Sindaco Enrico Di Giuseppantonio e l'Assessore al turismo Paolo Valentino Sisti- ed ecco perché abbiamo deciso di organizzare questa cerimonia. Il mare pulito è un diritto di tutti e la bandiera blu è un bene di tutti e con tutti vogliamo festeggiarla perché l'averla conquistata è il risultato dell'impegno di tutti noi"

E’ di questi giorni la notizia che l’Amministrazione Comunale di Fossacesia ha dato l' incarico ad uno studio di geologi specialisti nel settore per affrontare e verificare soluzioni utili e definitive per combattere l’annoso problema dell’erosione costiera che ormai da tempo ha assunto carattere preoccupante per le spiagge di Fossacesia che, in alcuni tratti stanno addirittura scomparendo. “Abbiamo deciso di affrontare l’annosa problematica dell’erosione costiera con un approccio differente – dichiara il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – che, attraverso un metodo innovativo già in uso in alcuni tratti della riviera romagnola, risolverà la problematica, senza alcun impatto ambientale”. Il metodo utilizzato, infatti, parte dallo studio attento e mirato delle correnti costiere presenti nei fondali marini, finalizzato a comprendere la corretta realizzazione delle opere a mare. Nello specifico questo studio consentirà al Comune di Fossacesia di realizzare opere o porre scogliere in maniera tale da non contrastare le correnti marine stesse, ma di favorirne il naturale movimento così da permettere il corretto deposito di sabbia lì dove serve. “Questo nuovo metodo – aggiunge il sindaco Di Giuseppantonio- ci permetterà non solo di contrastare l’annosa questione dell’erosione costiera, ma anche di risolvere il problema del pericoloso dislivello che si è creato tra la battigia ed il mare soprattutto nella zona sud di Fossacesia Marina, cosa che quindi consentirà anche a quell’area di essere maggiormente frequentata ed accessibile a tutti ”. “Risolvere il problema dell’erosione costiera, aggiunge l’Assessore al Turismo, Paolo Sisti – è un modo non solo per evitare i continui danni che puntualmente i balneatori subiscono soprattutto in occasione del maltempo, ma anche per dare un impulso maggiore al turismo, perché, attraverso la realizzazione di opere mirate che rispettano l’andamento naturale delle correnti di costa, sarà possibile avere una spiaggia più accessibile a tutti”.

 

L'indimenticabile professor Giovanni Nativio, insegnante, scrittore e giornalista, aveva un cruccio: ma perché al nome di San Vito era stato aggiunto l'aggettivo "Chietino", che non aveva alcun fondamento storico o sociologico? Un centro da sempre legato ai Frentani, non certo a Chieti, che aveva addirittura la stazione ferroviaria in comune con Lanciano. E sperava che un giorno qualcuno avrebbe provveduto a correggere questo "sgorbio". Nativio se ne è andato senza vedere coronato il suo auspicio. Oggi, però, il problema si è addirittura raddoppiato e le domande che si pongono sono due: perché la costa del contestatissimo parco terrestre è "teatina"? E perché i trabocchi del parco marino tra San Vito e Rocca San Giovanni sono "del Chietino"? Interrogativi che sono finiti, senza successo, anche in un gruppo Fb per cercare di sollecitare la politica a rivedere queste denominazioni. Eppure si tratta di un errore macroscopico, non solo storico, ma anche strategico: non solo i Teatini non sono mai stati su questo territorio, ma il litorale frentano è unanimente conosciuto come "Costa dei trabocchi", marchio su cui gli enti locali hanno anche investito milioni di fondi pubblici per la promozione. E allora perché insistere con gli aggettivi "teatina" e "chietino", che rischiano solo di creare confusione? Siamo sicuri che anche nel nostro capoluogo provinciale non avrebbero niente da ridire.

Un "mini parco", compreso tra il confine nord del Comune di San Vito e il confine sud del Comune di Rocca San Giovanni, che si estende per 6 miglia marine nel tratto di mare prospicente i due centri del litorale frentano, quello dove dovrebbe sorgere "Ombrina Mare". La Regione si gioca il tutto per tutto per bloccare le trivelle di fronte alla Costa dei Trabocchi e scommette proprie sulle caratteristiche macchine da pesca per fermare le piattaforme. Si chiama infatti "Parco regionale naturale Trabocchi del Chietino" (è vero, il nome non è proprio corretto, ma non essendoci all'Emiciclo alcune rappresentante del Frentano) il progetto di legge che giovedì pomeriggio sarà esaminato dal Consiglio regionale in una seduta convocata d'urgenza e dedicata quasi interamente alla vicenda degli idrocarburi. E in un passaggio dell'articolato si dice esplicitamente che "l'ambiente marino è caratterizzato dalla presenza di flora, vegetazione e fauna mediterranea di notevole interesse, da emergenze geologiche e geomorfologiche di interesse e dalla presenza dei 'trabocchi', già tutelati dalla legge regionale 93 del 1994". La gestione dell'area protetta è affidata ai Comuni di San Vito e Rocca San Giovanni, che avranno 120 giorni di tempo per nominare gli organismi del parco. Per il 2015 è previsto un contributo regionale di 50mila euro, mentre per gli anni successivi lo stesso sarà stabilito dal bilancio regionale.  La proposta è stata firmata dal consigliere regionale piddino Pierpaolo Pietrucci e dall'ex assessore all'ambiente (ora sottosegretario alla Giunta) Mario Mazzocca, ma sembra ci sia l'intesa anche da parte delle opposizioni. In molti, infatti, ricorderanno che qualche settimana fa il deputato forzista Fabrizio Di Stefano, da sempre contrario al Parco nazionale della Costa Teatina (che è un parco terrestre),  aveva espresso il suo favore invece per un parco marino.