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Il tribunale di Lanciano ha assolto Claude Alain Di Menno Di Bucchianico, ex rappresentante legale della Virtus Lanciano, nel procedimento penale legato al mancato pagamento dell'Iva per conto del sodalizio rossonero. Vicenda che costò alla squadra anche alcuni punti di penalizzazione nello scorso campionato di calcio di serie B. Il giudice Andrea Belli ha dichiarato estinto il reato, per intervenuto pagamento dell'imposta dovuta, oltre a sanzioni e interessi. L'importo dovuto era pari a 70mila euro, quota interessi sul pagamento in ritardo dell'Iva 2012 di circa 425mila euro. Questa mattina Di Menno Di Bucchianico, assistito dall'avvocato Paolo Sisti, ha depositato la quietanza che certifica l'avvenuto saldo del debito tributario.

Il gup del Tribunale di Lanciano Marina Valente ha rinviato a giudizio, con l'accusa di abruso d'ufficio, l'ex cda della EcoLan di Lanciano: l'ex presidente Gianpanfilo Tartaglia e i consiglieri Guerino Caporale, Sabatino Di Carlo, Riccardo Iurisci Di Deo e Orazio Martelli. Con loro dovrà comparire davanti al tribunale anche Giulio Stifani, ex city manager del Comune di Lanciano, e consulente proprio della EcoLan. Le accuse ruotano intorno all'incarico di Stifani, che avrebbe dovuto essere limitato a 6 mesi, ma che in realtà è stato prorogato più volte, per altri 3 anni e mezzo. Gli affidamenti, sempre secondo la Procura, avrebbero portato a un ingiusto guadagno, per lo stesso, di circa 190mila euro. Il processo è stato fissato all'11 gennaio prossimo.

L'accusa è delle più odiose: aver raggirato un ragazzo disabile per 250mila euro, facendosi elargire somme per l'acquisto di beni futili e costosi, tra cui due auto, che solo formalmente erano intestate alla presunta vittima. Con l'accusa di circonvenzione di incapace, il gup del tribunale di Lanciano Marina Valente, ha rinviato a giudizio Nicola Bettoli, 42 anni di Lanciano. Con lui erano imputate altre 5 persone, 4 assolte con il rito abbreviato e una prosciolta. I fatti risalgono ad alcuni anni fa: il giovane era rimasto disabile in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2008. Per i danni fisici riportati ottenne un risarcimento di 350mila euro, 100mila dei quali i suoi genitori riuscirono a depositare su un conto vincolato. La restante somma rimase nelle sue disponibilità, ma fu completamente scialacquata in poco tempo. E secondo l'accusa della Procura quel denaro finì nella disponibilità dell'imputato. Furono i genitori della presunta vittima a rivolgersi alla magistratura, quando notarono che il conto del figlio (deceduto poi a fine 2013) si era improvvisamente svuotato. Solo tra marzo e aprile 2013 furono registrati movimenti per circa 40mila euro. Il processo si aprirà il prossimo 8 novembre.

Il tribunale collegiale di Lanciano ha condannato a un anno di reclusione Claudio Castellano, 47 anni, ex cancelliere del tribunale frentano (ora trasferito a Teramo), per accesso abusivo al sistema informatico del palazzo di giustizia, al fine di rivelare particolari su indagini in corso. La vicenda risale all'ottobre 2012, quando il gip Massimo Canosa dispose l'interdizione per 2 mesi dal servizio nei confronti del funzionario, all'epoca impiegato proprio nel suo ufficio. Il provvedimento fu successivamente annullato dal tribunale della libertà, presso la Corte d'Appello dell'Aquila. Castellano, insieme all'altro imputato Rinaldo Bevilacqua, 63 anni, per un altro episodio su una procedura fallimentare. Il cancelliere ha sempre respinto ogni addebito e la sua difesa ha preannunciato ricorso in Appello.

Sono ritenuti gli autori di una serie di furti e rapine messi a segno ai danni di anziani tra gennaio e febbraio scorsi. Oggi il gup del tribunale di Lanciano Marina Valente li ha condannati - con rito abbreviato - ognuno a 5 anni di reclusione, Mauro Renato Cupido, 28 anno e Gessica Roberta Angelucci, anche lei 28enne. Alla moglie di Cupido, Tomassina Ranalli, 27 anni e Pasquale Aitoro, 39 anni,  il giudice ha invece inflitto una pena di 4 anni. Il pm Rosaria Vecchi aveva chiesto la condanna a 7 e 6 anni. I difensori degli imputati hanno già preannunciato ricorso in Appello. Secondo la ricostruzione dell'accusa, i 4 prendevano di mira soprattutto anziani soli, che in alcuni casi sarebbero stati anche aggrediti e malmenati.

 

 Si terrà domani, 11 giugno, dalle 11.30, presso il Salone comunale di Via Abbazia a Treglio, un incontro per capire se e come è ancora possibile salvare il Tribunale di Lanciano. L'inziativa è del Comune di Treglio. Saranno presenti il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli; la presidente dell'Ordine forense di Lanciano, Silvana Vassalli e i membri del Consiglio dell'Ordine. “Oltre a tutti quelli che vorranno partecipare – dice il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, che ha voluto l'iniziativa -. Il problema del tribunale ci sta molto a cuore, perché è fondamentale avere un presidio di legalità sul territorio. E abbiamo deciso di metterci subito al lavoro per comprendere quali azioni intraprendere per cercare di salvarlo”. Dalle 10, inoltre, sempre nel Salone comunale avrà luogo la cerimonia di consegna delle borse di studio comunali – anno scolastico 2014 -2015 - destinate agli studenti meritevoli residenti nel territorio. E a seguire ci sarà il “battesimo civico” per i neomaggiorenni di Treglio, ai quali verrà consegnata la Costituzione. Alla cerimonia sarà presente la senatrice Chiavaroli. 

Un anno e 8 mesi di reclusione: è la pena patteggiata da F.M., 44 anni, ex direttore della filiale della ex Bls di un centro del Sangro, davanti al gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa. Il bancario era accusato di appropriazione indebita, per aver sottratto circa 100mila euro dai conti correnti di 62 ignari clienti dell'istituto di credito, attraverso una serie di operazioni. I fatti risalgono al periodo tra l'ottobre 2010 e il dicembre 2013. L'indagine della Procura, a cui la banca ha collaborato, avrebbe stabilito che le operazioni contestate andavano da un minimo di 100 euro a un massimo di 2mila euro. Sui conti venivano eseguiti bonifici con contropartita in contanti, giroconti non autorizzati, versamenti su libretti o apertura di altri conti correnti, oltre all'attivazione di altre carte, sempre all'insaputa dei titolari della posizione. In seguito all'inchiesta, F.M. è stato licenziato.

Come si possono inviare dal primo aprile 2015 al 27 agosto dello stesso anno, ben 3152 sms alla stessa persona? Un numero incredibile, difficile pure da immaginare: è come se qualcuno non avesse fatto altro nel corso delle sue giornate, che inviare messaggi, in maniera ossessiva. Ed è difficile pure pensare al soggetto di questo martellamento continuo. A come ci si debba sentire sapendo di essere pensiero unico e dominante di un'altra persona, a non avere più pace, a non sapere come fare per interrompere il comportamento stalker di un uomo, e se questo è una persona che per un periodo si è pure frequentato, si comprende che la situazione diventa seria, che la preoccupazione cresce. A inviare lo spropositato numero di messaggi sarebbe stato P.D'I., un 39enne di Bomba che non avrebbe mai accettato la fine di una storia con P.P.N e avrebbe cominciato questa sorta di persecuzione. La donna ossessionata, spaventata dai suoi ininterrotti sms che arrivavano di giorno e di notte, lo ha denunciato e ora l'uomo è stato raggiunto da un avviso di garanzia.
 

“Il Tribunale di Lanciano serve una popolazione di 110 mila residenti e ben 41 comuni e nel suo circondario insiste la zona industriale e produttiva più importante d’Abruzzo, la Val di Sangro. La chiusura del Tribunale di Lanciano deve essere scongiurata perché costituisce un importante presidio di legalità e di sicurezza sul territorio, oltre che un esempio di efficienza e rapidità nella risposta giudiziaria”. E’ questo che ha chiesto ieri il candidato sindaco della coalizione di centrodestra Errico D’Amico alla senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario di Stato presso il Ministero della Giustizia. L’incontro con il rappresentante del Governo è ancora più attuale, dopo l’ennesima pessima notizia dei giorni scorsi: il trasferimento del sostituto procuratore Anna Benigni, che segue l’annuncio della partenza del procuratore Francesco Menditto.  Un’altra tegola che cade sul Tribunale di Lanciano e sul suo futuro sempre più incerto, soprattutto in questo momento in cui l’emergenza sicurezza si fa sentire ogni giorno di più. “In occasione della gradita visita della senatrice Chiavaroli a Lanciano, ho avuto modo di rappresentarle la grave situazione del nostro Tribunale, che interessa non solo tutti gli operatori del settore, ma l’intero comprensorio. - commenta Errico D’Amico - La chiusura del Tribunale determinerà la privazione del nostro territorio di Uffici e Servizi Giudiziari posti a garanzia della legalità e dei diritti dei cittadini e la riduzione dei presidi di sicurezza connessi alla Procura (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza). Inoltre i cittadini subiranno un aggravio dei costi di accesso alla giustizia, dovendo far valere i propri diritti in Tribunali distanti da Lanciano”. Una situazione paradossale che vede il nostro Tribunale ai primi posti in Italia in quanto ad efficienza (secondo i dati ministeriali) e, nel contempo, in procinto di chiudere entro il 2018 a causa della riforma della geografia giudiziaria che prevede la soppressione dei cosiddetti “tribunali minori”, senza tener conto delle difficoltà logistiche e, soprattutto, della morfologia dei territori. “Il centro città e tutta l’economia che ruota attorno al Tribunale verrebbe penalizzata irreparabilmente. Un contraccolpo negativo verrà inferto anche alle categorie professionali: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri ecc. - prosegue il candidato sindaco - Bisogna porre l’accento sul territorio e come dico ormai da mesi, far ritornare Lanciano al centro perché se muore Lanciano, muore tutto il circondario”. La risposta della senatrice è stata positiva. “Ho ascoltato con grande interesse tutte le problematiche esposte - spiega Federica Chiavaroli - e mi farò portavoce di questa grave situazione nelle sedi ministeriali per trovare le opportune soluzioni tecniche”. “La nostra città negli ultimi anni ha subito la chiusura di numerosi uffici pubblici, con riduzione dei servizi per i cittadini e incidenza negativa sull’economia cittadina. Ora - conclude D’Amico - bisogna invertire la tendenza e difendere i servizi che la città ancora offre, a partire dal Tribunale di Lanciano”.   

Un anno e 8 mesi di reclusione: è la pena a cui il giudice del tribunale di Lanciano Andrea Belli, ha condannato questa mattina Giovanni Angelucci, un 40enne residente in città. L'uomo, assistito dall'avvocato Nicola Rullo, era stato arrestato per stalking lo scorso ottobre. A denunciarlo era stata la sua ex fidanzata, che aveva intrecciato una relazione con lui a settembre 2014. Un rapporto complicato, che aveva spinto la donna a lasciarlo. Ma Angelucci non si è rassegnato alla fine della storia e avrebbe iniziato a perseguitare la giovane, con continui messaggi telefonici, pedinamenti e persino minacce, che nel tempo si erano estese anche ad amici e familiari della ragazza.

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