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Una lettera aperta, indirizza al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, per chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area dove sorge il trabocco del Turchino, quello celebrato da Gabriele D’Annunzio nel “Trionfo della morte”. A scriverla è stato il sindaco di San Vito Rocco Catenaro. “Con notevoli difficoltà finanziarie, ma anche grazie alla forte spinta culturale ed affettiva che ancora anima l’interesse verso i luoghi che più testimoniano le opere dannunziane – scrive il primo cittadino - è stato possibile ricostruire il Trabocco di Punta Turchino e restituire così alla fruizione collettiva un bene culturale di ampio significato storico-culturale. Dopo la prima fase della ricostruzione del trabocco, sarà però necessario mettere in sicurezza l’intera area di Punta Turchino, con particolare attenzione al versante a mare, dovendosi evitare che nel tempo l’impatto non protetto con il moto ondoso, specialmente in coincidenza con i fortunali invernali che si abbattono con violenza sulla costa, possa compromettere tutto il lavoro fatto e con esso l’utilità delle risorse finanziarie già spese”. Già nel marzo dello scorso anno Catenaro aveva segnalato alla Regione la situazione di pericolo di quell’area. “I fenomeni erosivi attivati dal mare in questa fascia costiera – continua la lettera - costituiscono una minaccia costante per il patrimonio ambientale e paesaggistico esistente ed un eventuale intervento pubblico di difesa della costa, ritardato rispetto alle necessità del momento, rischierebbe non solo di dilatare i costi, oggi limitati, ma anche di vulnerare irreversibilmente un ambito costiero di grande pregio, attrattore indiscusso di presenze turistiche e culturali utili all’economia regionale e del luogo in particolare. Direttamente interessato dalla minaccia erosiva sarebbe lo stesso tratto di sedime ferroviario dismesso oggetto del progetto Bike to Coast della Regione Abruzzo, e nello specifico il tratto della Provincia di Chieti, denominato Via Verde della Costa dei Trabocchi, rendendo di fatto irrealizzabile, in ipotesi di cedimento della costa, l’obiettivo di un progetto costoso di rilevanza internazionale. Sarà dunque necessario produrre nell’immediato un ulteriore sforzo finanziario per creare un sicuro sistema protettivo, atto a scongiurare il pericolo di fenomeni erosivi, consentendo dunque di mantenere in sicurezza l’ambito costiero e gli itinerari turistici e culturali già presenti, tra i quali spicca quello dannunziano con al centro dell’attenzione dei visitatori il Trabocco appena recuperato”.

E' iniziato questa mattina, davanti al tribunale di Lanciano, il processo a carico del sindaco di San Vito Rocco Catenaro, accusato di violazione delle leggi speciali in materia ambientale per il crollo del trabocco di Punta Turchino, avvenuto alla fine di luglio del 2014 a causa delle forti mareggiate che ne avevano minato la stabilità. Oggi la struttura è stata completamente ricostruita, con un investimento di 180mila euro finanziato in parte dalla Regione, in parte con fondi del Comune di San Vito, proprietario del trabocco, descritto da Gabriele D'Annunzio nella tragedia "Il trionfo della morte" (anche se va precisato che la struttura crollata non era quella Ottocentesca, ma era stata costruita nel 2005) e simbolo del turismo abruzzese. Il difensore di Catenaro, l'avvocato Nico Rullo, aveva chiesto il proscioglimento del primo cittadino, ma il giudice Andrea Belli - accogliendo la richiesta della Procura che si era opposta all'istanza - ha stabilito che il processo andrà avanti. La prossima udienza è stata fissata al 26 maggio prossimo, con l'audizione dei periti dell'accusa e della difesa. Per il procuratore Francesco Menditto il sindaco non avrebbe posto in essere tutte le necessarie iniziative per impedire il crollo, il che equivarrebbe ad averlo provocato. Il reato è di natura contravvenzionale.