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CHIETI - I grandi nomi del mondo della rianimazione approdano a Chieti per un evento che potrebbe definirsi "sold out", visto che i posti disponibili si sono esauriti in poche ore dall'apertura delle iscrizioni. Merito sicuramente della qualità degli interventi in programma e del tema scelto dall'Università "d'Annunzio" e dall'Azienda sanitaria locale che promuovono l'appuntamento di formazione avanzata puntando sulla ventilazione artificiale.


L'incontro, che avrà luogo venerdì prossimo, 18 novembre, dalle ore 8.30 presso l'Auditorium del rettorato, segnerà anche la prima uscita pubblica del nuovo Direttore della Scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione, Salvatore Maggiore, eletto appena qualche giorno fa.


La ventilazione artificiale è tra le tecniche che negli ultimi anni più hanno beneficiato di innovazioni che offrono nuove possibilità di approccio diagnostico e terapeutico dell’insufficienza respiratoria, che rappresenta peraltro l'area professionale di cui Maggiore è responsabile presso la Rianimazione dell'ospedale di Chieti:  
«Abbiamo necessità di formare personale con competenze nuove - chiarisce il neo Direttore della Scuola di specializzazione - che, conoscendo le patologie respiratorie, sappia sfruttare appieno le potenzialità che la tecnologia mette oggi a disposizione per la gestione ottimale dei diversi casi. Un'iniziativa, la nostra, che rende la Asl e l'Università di Chieti polo di diffusione della cultura scientifica per il miglioramento delle pratiche cliniche nella ventilazione meccanica e, più in generale, dell'insufficienza respiratoria».
"Giava", la Giornata di aggiornamento sulla ventilazione artificiale, è patrocinata dalle principali società scientifiche e associazioni sindacali italiane del settore.

L'Ipasvi Chieti incontra l'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e il Rettore dell'Università D'Annunzio Carmine di Ilio, per porre alla loro attenzione le proposte e le nuove istanze provenienti dal mondo infermieristico della provincia di Chieti, in riferimento alla riorganizzazione del Sistema Sanitario regionale e alle nuove sfide imposte dal Governo Renzi, volte a coniugare il tema dell'efficienza, sul piano dei conti ,con la qualità dei servizi offerti ai cittadini. “Infermieri nella Sanità che cambia” è il tema della tavola rotonda che si è svolta ieri pomeriggio presso l'Auditorium del Rettorato dell'Università e dalla quale è nato un accordo tra Regione, Ipasvi e Università. L'Ipasvi sarà protagonista nei tavoli tecnici sulla sanità promossi dalla Regione Abruzzo nell'ambito della  riorganizzazione del sistema sanitario Abruzzese. L'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha sottolineato: “Laddove si concerta la programmazione sanitaria del futuro il ruolo anche della rappresentanza infermieristica deve essere sul tavolo a  ragionare insieme su quella che è la nuova offerta da erogare al paziente. Quello di oggi – continua Paolucci - è stato un bel tavolo di confronto e di concertazione per il futuro dell'assistenza in Abruzzo. Tra le esigenze c'è anche quella relativa al fabbisogno degli infermieri ai quali va scrollato di dosso il ruolo non infermieristico, per tornare ad avere centralità rispetto alla loro professione e questo sempre a vantaggio  del paziente”. L'Ipasvi Chieti, Federazione che rappresenta oltre 3400 infermieri in Abruzzo si farà dunque da portavoce, tramite il suo Presidente Giancarlo Cicolini,delle nuove esigenze della categoria in questa delicata fase per la sanità abruzzese che vede crescere di importanza il ruolo dell'infermiere, sempre più figura di riferimento per il paziente, e protagonista di questa sanità che cambia.  Nel corso della tavola rotonda  numerosi gli spunti di riflessione che sono emersi,vista l'importanza dei temi trattati  tra i quali: l'implementazione di nuovi modelli organizzativi a livello regionale,ruolo strategico della professione infermieristica,valutazione del fabbisogno infermieristico e di supporto a livello regionale, infermieri di famiglia e di comunità, ma si è parlato anche del protocollo d'intesa Regione - Universita'- Asl. “L'assessore Paolucci ha manifestato l'interesse ad investire sul territorio e a valorizzare le figure professionali infermieristiche - ha sottolineato il presidente dell'Ipasvi Chieti Giancarlo Cicolini -  Sono importanti le iniziative che sono già in atto da parte della Regione, che vedono in prima linea il professionista infermiere anche nei ruoli di attività di coordinamento  multidiscipinare e nella gestione e la presa in carico dei pazienti,ma chiediamo un investimento ancora maggiore, ragioniamo sulla presa in carico del paziente globale, con la figura del care management - continua Cicolini -  una figura che, come è stato dimostrato nelle realtà dove è stata introdotta, potrebbe ridurre anche i costi della sanità, infatti se c'è la presa in carico sul territorio, si riducono e si limitano notevolmente gli accessi negli ospedali. Un altro tema importante -continua il presidente dell'Ipasvi Chieti – è quello della carenza infermieristica,dobbiamo rivedere come sono state quantizzate le unità infermieristiche, valutare le problematiche ed intervenire”. In relazione al protocollo d'intesa Tra Regione, Asl e Università l'assessore Silvio Paolucci ha sottolineato che con il ruolo di regia dell'Agenzia Sanitaria Regionale e del Dipartimento della Salute si sta prevedendo la centralità del ruolo infermieristico che nella precedente convenzione non c'era e dunque ci sarà un contributo importante anche delle università abruzzesi. Il Magnifico Rettore Carmine di Ilio in tal senso ha ricordato che all'Università D'Annunzio c'è un corso di laurea infermieristica, sia triennale che biennale e per quanto riguarda invece il protocollo d'intesa tra Regione Università e Asl ha ricordato che al momento c'è un tavolo paritetico tra le Università  che ospitano le facoltà di medicina e la Regione per ridisegnare un nuovo protocollo d'intesa, quello precedente, ha sottolineato Di Ilio, risale al 97 e non è più rispondente ai cambiamenti che si sono avvicendati negli anni  e alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
 

Il progetto di ricerca, ideato e portato avanti dall'associazione Ilaria Rambaldi Onlus, è partito alla fine della scorsa estate, a Lanciano, con un incontro sul tema "Progetti di prevenzione dei rischi e riqualificazione sostenibile dei centri storici minori". Da qui ha preso il via un laboratorio di idee - bottega studio che si è tenuto, in questi mesi, presso l'Università dell'Aquila – Dipartimento di Ingegneria civile edile- Architettura (DICEAA) - e che avrà una tappa fondamentale il prossimo 9 maggio a Lanciano, con un atelier che vedrà protagonisti studenti universitari che - dopo un lungo e approfondito studio - proporranno idee per la riqualificazione, sicurezza e sostenibilità del Parco Diocleziano, polmone verde cittadino non adeguatamente valorizzato. Il 9 maggio i ragazzi, che in questi mesi hanno studiato il centro storico di Lanciano e le sue emergenze e in particolare le caratteristiche e le criticità connesse al Parco Diocleziano, che funge da cerniera tra la parte nuova e quella più antica della città, effettueranno un nuovo tour nei quartieri storici per confrontare lo stato dei luoghi con le loro idee-progetto. Successivamente, dalle 16, ci sarà un incontro pubblico al Parco Diocleziano, anche per raccogliere ulteriori idee e suggerimenti e per meglio comprendere le aspettative rispetto al potenziamento e alla rivalutazione di questo spazio. Confronto a cui saranno presenti cittadini, tecnici, urbanisti, associazioni. Invitati anche i componenti dell'attuale amministrazione comunale e i candidati a sindaco alle prossime elezioni comunali di Lanciano. Sono 22 gli studenti coinvolti nel progetto, che hanno creato diversi gruppi di lavoro. Tra essi anche due asiatici, del programma Erasmus. Ad accompagnare i giovani i docenti Donato Di Ludovico, Università dell'Aquila - Dipartimento di Ingegneria civile edile -architettura (DICEAA) e Luana Di Lodovico, Istituto nazionale Urbanistica e Università dell'Aquila – DICEAA. Il progetto ha coinvolto anche lo storico e studioso frentano Domenico Maria Del Bello. Gli elaborati conclusivi del progetto saranno presentati a giugno all''Aquila.

La medicina d'urgenza sempre più evoluta, sofisticata e capace di migliorare,  ancora, la risposta al paziente acuto. Ne è un esempio la "Chest pain unit" istituita al Pronto Soccorso dell'ospedale di Chieti, una nuova sub unità, completamente monitorizzata, inserita nell'Osservazione breve per lo studio del dolore toracico ischemico. Si tratta di un’innovazione che porterà a una più precisa valutazione dei casi da ricoverare in Cardiologia e Utic e a una più puntuale stratificazione del rischio coronarico.

L'esperienza del "SS. Annunziata" di Chieti sarà presentata al secondo Congresso interregionale della Società italiana di medicina d'emergenza e urgenza (Simeu), che si svolgerà venerdì 6 e sabato 7 maggio all'Auditorium del Rettorato dell’Università di Chieti. Diversi, e tutti di grande attualità, i temi che saranno affrontati, come le patologie tempo dipendenti, quali ictus e sindrome coronarica acuta, trattamento dell’insufficienza respiratoria e telemedicina.

Il congresso è stato organizzato da ?Maria Di Felice, presidente Simeu Abruzzo e direttore del Pronto soccorso di Chieti.?

Sono stati resi noti questa mattina, presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti, alla presenza del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, del Magnifico Rettore dell’Ateneo, prof. Carmine Di Ilio, e di un folto pubblico, i risultati del primo esperimento nazionale, con metodo scientifico, di “Assemblea di Democrazia Partecipativa e Deliberativa” sul tema della Sicurezza urbana, evento scaturito dalla collaborazione tra il Comune di Chieti e l’Università d’Annunzio - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, nella persona del prof. Antonello Canzano. Lo scorso 23 gennaio, l’Assemblea, aperta a tutti i cittadini e portatori d’interesse, aveva visto, presso la Sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti, la somministrazione di un sondaggio deliberativo teso ad informare, rilevare l’opinione e fornire risposte relativamente al problema sicurezza, cui era seguito un confronto pubblico fra amministrazione, operatori delle forze dell’ordine, docenti universitari e cittadini. «Un primo obiettivo positivo è stato raggiunto - ha detto il Sindaco nel corso del suo intervento - quello di aver visto il coinvolgimento di così tante persone su un tema che vede il nostro paese spesso dividersi.  I risultati del sondaggio delineano sicuramente una sorta di road map per noi amministratori in materia di sicurezza urbana. Su Chieti due le macro aree di riferimento prese in considerazione dal sondaggio: la parte alta della città e quella bassa, un unicum geografico con una percezione del fenomeno della sicurezza talvolta differente. Chieti – ha evidenziato il Sindaco - così come appare anche dai risultati resi noti, non è una città insicura ma ciò che chiedono i cittadini, anche alla luce talvolta di esasperazioni mediatiche, è il costante livello di attenzione sul territorio, perché spesso permane un distinguo fra percezione reale e percezione indotta». Parlando del nuovo disegno di legge sulla sicurezza urbana, il Sindaco ha evidenziato come «sia importante fronteggiare taluni fenomeni con un nuovo modello di governance in cui vengano conferiti maggiori ambiti di intervento ai sindaci per fronteggiare nuove forme di incuria e degrado» concetti che passano anche per la tutela e il recupero del patrimonio pubblico.  «Il Comune, insieme all’Adsu e alla Regione ha avviato un importante progetto riguardante il riutilizzo degli immobili dismessi da destinare a residenza universitaria – ha commentato il Sindaco – un tema importante di cui parlare in questa sede perché i diretti destinatari dell’iniziativa siete voi studenti. Aspetti non secondari e intimamente collegati all’esperimento di Democrazia deliberativa in corso sono: il recupero del patrimonio pubblico e la sottrazione di elementi di abbandono nell’ambito del contesto urbano».  «Per quanto riguarda i risultati del Sondaggio - ha commentato il prof. Canzano – ritengo che si possano evidenziare tratti salienti e complessivamente positivi, trattandosi di una esperienza sperimentale ed innovativa. Nello specifico i dati hanno evidenziato: la limitata percezione di reali problemi di sicurezza cui però si unisce una richiesta di strategie condivise fra istituzioni preposte e società civile; la valutazione molto positiva (quasi sempre superiori al 65% e con punte del 90%) di una nuova destinazione d’uso per spazi/edifici pubblici attualmente in disuso, con un interesse da parte del pubblico estremamente favorevole a partecipare alle decisioni in merito (94% pro consultazione). Per la sezione che tratta l’argomento migranti, i numeri indicano un minore interesse nell’argomento trattato, evidentemente legato alla minima esperienza dei rispondenti con questa problematica, confermata dalla bassa percentuale di conoscenza del Piano Nazionale Accoglienza Migranti del 2011 (<50%). Sulla parte valutativa, il 68% dei rispondenti risulta soddisfatto dell’evento deliberativo e dei materiali forniti e più della metà di coloro che hanno compilato il secondo questionario dichiara di aver appreso molto da persone differenti da loro, valutando in termini positivi il ruolo svolto dal moderatore nella fase della discussione insieme alla possibilità ricevuta di affrontare gli aspetti importanti delle varie tematiche».