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In questi giorni si dibatte se è giusto oppure no istituire la tassa di soggiorno all’interno del comune di Lanciano per le persone che pernottano nelle varie strutture della città, dagli hotel ai B&B. Si afferma che l’introito della tassa di soggiorno verrà utilizzato esclusivamente per favorire e migliorare l’accoglienza turistica a Lanciano. Magari, sarebbe un buon risultato.

Sicuramente la tassa di soggiorno è applicata nella maggior parte dei Comuni della Penisola, afferma in una nota stampa Antonello Di Campli Finore coordinatore cittadino di ALI,  sicuramente non è una novità introdotta dall’Amministrazione di Lanciano, ma a ben riflettere il turismo nella Città del Miracolo Eucaristico è rappresentato in particolar modo da pellegrini in visita ai “Miracoli” ed alla Cattedrale, e dunque creando uno scarso indotto alle attività della città, ma sicuramente molto movimento, ed anche questo acclarato dai numeri.

Sarebbe stato quindi opportuno- continua- ancor prima di istituire la tassa di soggiorno, di pensare alla sistemazione del terminal bus alla Pietrosa, e l’introduzione del pagamento della sosta ai bus turistici, come avviene nella maggior parte delle città con alta percentuale di visite “mordi e fuggi”.

Al momento il core business del turismo frentano è rappresentato dalle visite e non dai pernottamenti.

E’ da anni che si parla della realizzazione del nuovo Terminal Bus, incalza Finore, nella parte bassa della Pietrosa, nella P.zza Memmo. La struttura doveva essere terminata nel 2011, ma nulla di fatto per mancanza di fondi. Cosi nel 2014 il Sindaco, Mario Pupillo, scrive a Michele Valentini, Amministratore all’epoca dell’Arpa s.p.a. socio di maggioranza di Sistema s.p.a., la società concessionaria della struttura in via di realizzazione. Nel frattempo l’area del cantiere, ormai da anni, rimane nell’incuria più totale, e così ad ottobre 2017 la giunta Pupillo votava una delibera che sancisce la decadenza della concessione di progettazione per il completamento e la gestione del terminal.

Ovviamente, neanche a dirlo, tutto questo è il risultato ottenuto grazie alla presenza delle partecipate della Regione Abruzzo, ossia ex ARPA s.p.a., SISTEMA s.p.a. ed in ultimo TUA s.p.a., che in ultimo non ha avuto le capacità di gestire, a seguito delle varie fusioni, quelli che erano i progetti in essere ed i fondi necessari per completarli.

Non consideando la parte di “mala gestio” dei vari enti e società partecipate coinvolte, rimane da capire perché l’Amministrazione Comunale, dopo aver stabilito di realizzare il percorso pedonale turistico dall’area del Terminal Bus, di realizzare l’infopoint TIME, non ha provveduto o pensato di realizzare stalli nuovi e barriere di ingresso all’interno dell’area di parcheggio, in modo da introdurre una tassa, di almeno 50,00 €/bus (praticamente meno di 1,00 €/passeggero) in modo da generare immediatamente soldi per le casse comunali utili per migliorare/ampliare/completare l’intera area. Visto che i numeri dicono di anche 20 bus/giornalieri in alcuni periodi, significherebbe dire migliaia di € raccolti all’anno.

Tra l’altro il miglioramento del terminal, la realizzazione di altri parcheggi a pagamento, la creazione di interscambio con TPL, e dunque il miglioramento di tutta la filiera di trasporti, avrebbe ancor più giustificato l’introduzione di una tassa di soggiorno, che sarebbe avvenuta in secondo momento.

L’analisi dei flussi ci dice che la città di Lanciano vive di un turismo mordi e fuggi, vive di gruppi spesso religiosi in visita alla città. Pertanto tassare il gruppo avrebbe influito di meno sul singolo viaggiatore, in termini economici, realizzando incassi maggiori, specialmente se esentati dalla tassa di soggiorno ci sono le strutture religiose.

Rimane, conclude sarcasticamente Di Campli Finore, sempre evidente come non si è in grado di centrare l’obiettivo.